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Genesi Capitolo 8 alla Luce della Divina Volontà

Secondo gli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta , la figura di Noè e l'episodio del diluvio non sono solo eventi storici, ma simboli profondi del legame tra l'uomo e il Volere Divino. Primo. Il Sacrificio di Noè come Riscatto: Negli scritti di Luisa, Gesù spiega che Noè "ricomprò il mondo" attraverso il suo sacrificio prolisso. Il tempo impiegato per costruire l'arca (i suoi sudori e fatiche) non era solo lavoro manuale, ma un atto di adesione alla Volontà di Dio che ha generato i "mezzi" per salvare l'umanità e la creazione dalla distruzione. Secondo. Dio si ricordò di Noè: Questo "ricordarsi" rappresenta la fedeltà di Dio al suo decreto eterno. Nella Divina Volontà, l'essere ricordati significa che l'anima è rimasta salda nell'ordine divino; Noè, facendo la Volontà di Dio "come Dio voleva", è diventato una catena che lega nuovamente il Creatore alla creatura. Terzo. Il Vento e le Acqu...

Genesi capitolo 6, 13 22 e capitolo 7 alla Luce della Divina Volontà

 Il passo della Genesi su Noè, letto alla luce della Divina Volontà , rivela profondi significati simbolici legati al ritorno dell'umanità all'ordine divino originario. Negli scritti di Luisa, l'Arca non è solo un mezzo di salvezza fisica, ma un'immagine della stessa Divina Volontà . Come Noè è protetto dal bitume "dentro e fuori", l'anima che vive nel Divin Volere è sigillata e difesa dalle tempeste del peccato e della volontà umana. La divisione in scompartimenti (inferiore, medio e superiore) richiama i tre gradi di ascesa spirituale o, più specificamente, i tre grandi "Fiat" della storia della salvezza: la Creazione, la Redenzione e il compimento del Regno della Divina Volontà sulla terra. Noè "eseguì tutto come Dio gli aveva comandato". Questo non è un semplice "fare" la volontà di Dio, ma un atto che anticipa il vivere nella Divina Volontà . Gesù spiega a Luisa che quando Dio chiede un sacrific...

Genesi capitolo 4 alla Luce della Divina Volontà

 Interpretare il capitolo 4 della Genesi (la storia di Caino e Abele) alla luce della Divina Volontà significa analizzare le tragiche conseguenze del vivere "fuori" dal Fiat Divino. Se nei capitoli precedenti abbiamo visto l'armonia, qui vediamo la nascita della volontà umana isolata e i suoi frutti amari. Ecco i punti chiave di questa lettura spirituale: 1. Il Sacrificio: L'Intenzione vs l'Atto (Gen 4:3-5) Perché Dio accetta il dono di Abele e non quello di Caino? La Divina Volontà insegna: Dio non guarda l'oggetto offerto, ma chi lo muove . Abele offriva i suoi primogeniti con uno spirito di amore e unione con il Creatore (un'ombra dell'agire nel Fiat). Caino offriva i frutti della terra in modo meccanico, con una volontà "ingombrata" dal proprio io. L'agire umano: Caino rappresenta l'uomo che agisce per dovere o per abitudine, ma la cui volontà è staccata dalla Sorgente Divina. Senza il Fiat, anche l'...

Genesi capitolo 3 alla Luce della Divina Volontà

 L'interpretazione del capitolo 3 della Genesi alla luce della Divina Volontà , secondo la spiritualità della Serva di Dio Luisa Piccarreta , non vede il peccato originale solo come un atto di disobbedienza, ma come la frattura catastrofica tra la volontà umana e quella divina. Secondo gli scritti di Luisa Piccarreta, la caduta descritta in Genesi 3 rappresenta il momento in cui l'uomo ha smesso di "vivere nella" Divina Volontà per iniziare a vivere nella propria. Il vero Peccato : Il peccato di Adamo consistette nel ritirarsi dalla Volontà Divina per agire con la propria volontà umana isolata. Prima della caduta, Adamo non solo "faceva" la volontà di Dio, ma la possedeva come vita propria (il "Fiat" creativo). La perdita della "Santità delle santità" : Con la scelta di Genesi 3, l'umanità ha perso il dono di operare "alla divina", passando a un operare meramente umano, limitato e soggetto a sofferenza e mor...

Fatevi pescatori di anime (Rm 10,9-18)(Mt 4,18-22)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10, 9-18). Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!». Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaìa: «Signore, chi ha creduto dop...

Il regno di Dio è dei violenti con sé stessi

Gesù alla piccola Maria di Roma il 09/12/2021. Dal libro del profeta Isaìa (41, 13-20) Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d’Israele; io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore –, tuo redentore è il Santo d’Israele. Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà. Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d’Israele. I miseri e i poveri cercano acqua ma non c’è; la loro lingua è riarsa per la sete. Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d’Israele, non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d’acqua, la terra arida in zona di sorgenti. Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò ...

Và, alzati e cammina, i tuoi peccati ti sono perdonati

Gesù alla piccola Maria di Roma il 06/12/2021. Dal Vangelo secondo Luca (5, 17-26) Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e...