Genesi Capitolo 8 alla Luce della Divina Volontà

Secondo gli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, la figura di Noè e l'episodio del diluvio non sono solo eventi storici, ma simboli profondi del legame tra l'uomo e il Volere Divino.

  • Primo. Il Sacrificio di Noè come Riscatto: Negli scritti di Luisa, Gesù spiega che Noè "ricomprò il mondo" attraverso il suo sacrificio prolisso. Il tempo impiegato per costruire l'arca (i suoi sudori e fatiche) non era solo lavoro manuale, ma un atto di adesione alla Volontà di Dio che ha generato i "mezzi" per salvare l'umanità e la creazione dalla distruzione.

    Secondo. Dio si ricordò di Noè: Questo "ricordarsi" rappresenta la fedeltà di Dio al suo decreto eterno. Nella Divina Volontà, l'essere ricordati significa che l'anima è rimasta salda nell'ordine divino; Noè, facendo la Volontà di Dio "come Dio voleva", è diventato una catena che lega nuovamente il Creatore alla creatura.

    Terzo. Il Vento e le Acque: Il vento che fa abbassare le acque simboleggia lo Spirito e la forza del Divin Volere che ristabilisce l'ordine. Mentre il diluvio è stato la conseguenza della rottura dell'equilibrio causata dalla volontà umana, il ritiro delle acque rappresenta il ritorno della Divina Volontà a operare con calma e rigenerazione.

    Quarto. L'Arca sull'Ararat e le Cime dei Monti: Il posarsi dell'arca e l'apparire delle cime simboleggiano la stabilità e la sicurezza che l'anima trova solo nella Divina Volontà. Quando l'uomo si rifugia nel "Fiat" divino (l'arca), egli è al sicuro dalle tempeste del mondo e approda alla "cima" della santità, dove la terra torna a essere un luogo di incontro con Dio.

La salvezza di Noè è vista come la prefigurazione del Regno della Divina Volontà: un mondo lavato dal male e riconsegnato a un'umanità che, come Noè, sceglie di vivere in comunione incessante con il proprio Creatore.


Alla luce degli scritti di Luisa Piccarreta, questo capitolo della Genesi descrive in modo mirabile il cammino dell'anima che cerca di uscire dallo stato di colpa per rientrare nell'ordine della Divina Volontà.

Ecco una lettura spirituale basata sui concetti del "Vivere nel Fiat":

1. Il Corvo: Simbolo della Volontà Umana.

Il corvo, che esce e non torna (o gira senza meta), rappresenta la volontà umana degradata.

  • Il corvo si nutre di carogne: simboleggia l'anima che, fuori dalla Divina Volontà, cerca soddisfazione nelle cose terrene, basse e corrotte.

    Il suo "andare e venire" senza posa indica l'inquietudine tipica dell'uomo che non trova pace perché ha perso il suo centro divino. Esso non rientra nell'arca perché la natura umana, quando è preda delle passioni, non ama la restrizione della grazia.

2. La Colomba: L'Anima che cerca il "Fiat".

La colomba è l'immagine dell'anima retta e, in ultima analisi, dello Spirito Santo che cerca un luogo dove regnare.

  • Nel primo volo: La colomba torna perché non trova dove posarsi. Nella Divina Volontà, questo significa che finché la terra (il cuore dell'uomo) è ancora sommersa dalle "acque" delle preoccupazioni umane e dal fango della propria volontà, la santità divina non può stabilirvi la sua dimora. Noè che "stende la mano e la riprende" mostra la tenerezza di Dio che protegge l'anima nei suoi primi tentativi di bene.

    Al secondo tentativo, la colomba porta la pace. L'ulivo è il simbolo della Divina Mansuetudine e della luce. È il segno che il "diluvio" della giustizia sta lasciando il posto al Regno della Misericordia. L'anima comincia a operare "nella" Divina Volontà, portando frutti di pace divina.

3. Il terzo volo: La Vita nel Regno.

Quando la colomba non torna più, non significa che si sia perduta, ma che ha finalmente trovato la sua dimora stabile.

  • Questo rappresenta lo stato dell'anima che non vive più "per" Dio, ma "in" Dio. La terra non è più un luogo di esilio separato dall'arca, ma è diventata un giardino fiorito dove la Divina Volontà regna sovrana.

    È il passaggio dal "fare" la Volontà di Dio (tornare all'arca per dovere o necessità) al "vivere" in essa, dove ogni atomo della creazione diventa la casa dell'anima. [4]

4. Il simbolismo dei tempi (40 e 7 giorni).

Negli scritti di Luisa, i numeri indicano spesso periodi di prova e di "maturazione" degli atti divini. Noè che attende con pazienza riflette l'atteggiamento di Dio che aspetta che l'umanità compia i suoi "giri" nei secoli per poter finalmente stabilire il suo Regno sulla terra.



Il prossimo passaggio, letto alla luce degli scritti di Luisa Piccarreta, rappresenta il momento solenne del restauro dell'ordine creativo e la prefigurazione del trionfo del Regno sulla terra.

Primo. L’Anno 601: Il Nuovo Inizio.

Il numero 600 richiamava il compimento di un’epoca di purificazione. L’ingresso nell’anno 601 simboleggia l'alba di un’era nuova. Nella Divina Volontà, questo rappresenta il passaggio dal tempo della prova al tempo del possesso. Noè non è più solo il custode della vita in un rifugio chiuso (l’Arca), ma diventa il "nuovo Adamo" che riceve nuovamente il dominio sulla terra purificata.

Secondo. Togliere la copertura: La Visione Svelata.

Noè che toglie la copertura dell'arca è l’immagine dell’anima che, dopo aver vissuto nel "nascondimento" e nella protezione del Fiat durante la tempesta, riceve la capacità di guardare la Creazione con occhi nuovi.

  • Togliere la copertura significa che non c'è più separazione tra il cielo e la terra.

    Negli scritti di Luisa, questo richiama il momento in cui l'anima "esce" dal proprio piccolo orizzonte umano per contemplare l'immenso orizzonte della Volontà Divina che tutto avvolge.

Terzo. L'Ordine di Uscire: Dalla Protezione alla Missione.

La Genesi narra: "Esci dall'arca tu e tua moglie…". Dio non permette a Noè di uscire finché la terra non è "asciutta" (completamente purificata).

  • La Nuova Fecondità: Il comando di essere fecondi e moltiplicarsi non è solo un ordine biologico, ma spirituale. Dio affida a chi è rimasto fedele alla Sua Volontà (Noè) il compito di ripopolare la terra non solo di esseri, ma di "Atti nel Fiat".

    Come Noè fa uscire ogni specie animale, così l'anima che vive nella Divina Volontà "chiama" e "guida" tutta la creazione a lodare il Creatore. Noè agisce qui come il "capo" della creazione, colui che dà voce a chi non l'ha (animali, rettili, uccelli), riportando tutto al Creatore.

Quarto. La Terra Asciutta: Il Cuore Purificato.

La terra asciutta è il simbolo di un’umanità che ha smesso di essere "fango" (volontà umana ribelle) ed è pronta a ricevere il seme della Parola Divina. Per Luisa, la "terra asciutta" è l'anima che ha fatto defluire tutte le acque delle passioni e delle inclinazioni umane per essere pronta a far regnare il Fiat.

In questo brano si vede il compimento di ciò che Gesù dice a Luisa: "Tutto ciò che Io faccio è per riportare l'uomo nel Mio Volere". Noè che esce dall'arca è il prototipo dell'umanità che, dopo la purificazione, torna a camminare sulla terra mano nella mano con Dio, in una nuova alleanza di vita e di fecondità divina.


In questo passaggio finale viene segnato uno dei momenti più alti della storia della Creazione letta attraverso il prisma della Divina Volontà: il passaggio dalla Giustizia che purifica all'Amore che stabilisce un nuovo ordine di Grazia.

Appena uscito dall'arca, il primo pensiero di Noè non è per la propria casa o per il futuro materiale, ma per l'Altare.

  • Nella Divina Volontà, questo atto rappresenta l'anima che riconosce che tutto ciò che ha ricevuto (la vita, la salvezza) appartiene a Dio.

    Offrendo "animali mondi", Noè non offre solo materia, ma offre il riconoscimento della sovranità divina. Negli scritti di Luisa, il sacrificio perfetto è quello in cui l'uomo mette il suo "Fiat" in quello di Dio; Noè, offrendo il meglio della creazione, sta simbolicamente riportando a Dio i "diritti" della Creazione stessa.

Genesi dice: "Il Signore ne odorò la soave fragranza". Che cos'è questa fragranza per Dio? Non è il sangue degli animali, ma l'amore dell'uomo che torna a Lui.

  • Gesù spiega a Luisa che quando l'anima opera nella Divina Volontà, il suo atto sale verso il Cielo come un profumo che "incanta" la Divinità.

    Dio sente l'odore del Suo stesso Volere operante in Noè. È questa armonia che placa la Giustizia: Dio vede nell'atto di Noè una scintilla di quell'Adamo prima della caduta e ne rimane "ferito" d'amore.

Con la Promessa: "Non maledirò più il suolo".

Dio decide di non colpire più la terra nonostante la fragilità umana ("l'istinto del cuore umano è incline al male").

  • Qui emerge la Misericordia che prepara il Regno. Dio sa che l'uomo, con la sola sua volontà, non può essere perfetto. Per questo, invece di distruggerlo, stabilisce un ordine naturale stabile (stagioni, giorno e notte).

    Questa stabilità naturale è, per Luisa, l'immagine della fede del Creatore: Dio continua a far sorgere il sole e a dare le stagioni come "richiami" d'amore, aspettando il tempo in cui l'umanità non vivrà più di "istinti" umani, ma della Divina Volontà.

L'assicurazione che "seme e messe... non cesseranno" è una profezia spirituale.

  • Il Seme è la parola di Dio, il "Fiat" che è stato seminato in Noè e che sarà seminato pienamente con la Redenzione e infine con Luisa per il Regno.

    La Messe è il trionfo finale. Dio garantisce il tempo e lo spazio necessari affinché il Suo piano originario — un'umanità che vive nel Suo Volere — possa finalmente compiersi.

In sintesi, Noè è qui il "Sacrificatore del Fiat": egli chiude l'era del castigo e apre quella dell'attesa fiduciosa, dove la natura diventa il tempio in cui Dio e l'uomo ricominciano a parlarsi.

https://youtu.be/LgRcKJde-yw



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