Genesi capitolo 6, 13 22 e capitolo 7 alla Luce della Divina Volontà
Il passo della Genesi su Noè, letto alla luce della Divina Volontà, rivela profondi significati simbolici legati al ritorno dell'umanità all'ordine divino originario.
Negli scritti di Luisa, l'Arca non è solo un mezzo di salvezza fisica, ma un'immagine della stessa Divina Volontà.
Come Noè è protetto dal bitume "dentro e fuori", l'anima che vive nel Divin Volere è sigillata e difesa dalle tempeste del peccato e della volontà umana.
La divisione in scompartimenti (inferiore, medio e superiore) richiama i tre gradi di ascesa spirituale o, più specificamente, i tre grandi "Fiat" della storia della salvezza: la Creazione, la Redenzione e il compimento del Regno della Divina Volontà sulla terra.
Noè "eseguì tutto come Dio gli aveva comandato". Questo non è un semplice "fare" la volontà di Dio, ma un atto che anticipa il vivere nella Divina Volontà.
Gesù spiega a Luisa che quando Dio chiede un sacrificio grande (come costruire un'arca sull'asciutto per anni), è perché vuole depositare in quell'atto un bene immenso per tutte le generazioni.
L'obbedienza di Noè ha permesso a Dio di "salvare il seme" dell'umanità, proprio come l'anima "piccola figlia della Divina Volontà" è chiamata a custodire in sé il seme del Regno per il bene di tutti.
Il diluvio di acqua che distrugge la violenza sulla terra è visto come una purificazione necessaria. Tuttavia, la vera novità negli scritti di Luisa riguarda l'arcobaleno:
Gesù rivela che, mentre l'arcobaleno di Noè fu segno della fine del diluvio d'acqua, la conoscenza della Divina Volontà sarà come un nuovo arcobaleno di pace che placherà il "diluvio di colpe" dell'umanità attuale.
Le anime che entrano a vivere nel Divin Volere sono esse stesse queste "iridi di pace" che riconciliano Cielo e terra.
L'alleanza con Noè è il primo passo di un legame che trova il suo compimento nel "Fiat Voluntas Tua" recitato nel Padre Nostro. Se Noè ha salvato la vita naturale, l'anima che vive nella Divina Volontà salva e restituisce a Dio la Vita Divina in ogni creatura e in ogni elemento del creato.
Passiamo al concetto di selezione, attesa e fecondità spirituale. Negli scritti di Luisa Piccarreta, questi dettagli non sono solo cronaca, ma riflettono le leggi del Regno divino.
Dio dice a Noè: "Ti ho visto giusto dinanzi a me". Nella dottrina della Divina Volontà, la vera giustizia non è solo l'osservanza dei comandamenti, ma il ritorno all'ordine originario. Noè è "giusto" perché, in una generazione che viveva di volontà umana (violenta e disordinata), egli conservava un legame di dipendenza dal suo Creatore.
L'ordine di "entrare nell'arca" rappresenta la chiamata di Dio all'anima affinché entri nel "recinto sicuro" della Sua Volontà per non essere travolta dalle correnti del mondo.
Descriviamo il Simbolismo dei Numeri (Sette e Quaranta).
Il Sette degli animali mondi: Rappresenta la pienezza e il riposo di Dio. Portare "sette paia" di animali mondi significa che nella Divina Volontà tutto ciò che è puro e santo deve essere conservato in misura sovrabbondante.
I Sette Giorni di attesa: Rappresentano il tempo della prova e della disposizione. Gesù spiega a Luisa che Dio non opera mai se l'anima non è pronta attraverso una serie di atti compiuti nel Suo Volere.
I Quaranta Giorni: Richiamano i quaranta anni d'Israele nel deserto e i quaranta giorni di Gesù nel deserto. È il tempo della purificazione totale necessaria affinché la terra (l'anima) possa ricevere il seme di una nuova creazione.
Noè entra con la sua famiglia. Nel piano della Divina Volontà, l'atto di un'anima sola che vive nel "Fiat" ha un potere collettivo.
Noè agisce come "capo" di una nuova umanità. Allo stesso modo, chi vive nella Divina Volontà opera a nome di tutti e attira la salvezza non solo su di sé, ma sui suoi "fratelli", offrendo a Dio una riparazione universale che ferma il braccio della Giustizia.
L'ingresso degli animali a coppie, sotto il comando divino, simboleggia l'armonia riconquistata.
Quando l'uomo vive nella sua volontà umana, il creato è in rivolta contro di lui.
Quando l'uomo (Noè) torna nell'ordine di Dio, il creato (gli animali) torna a obbedire all'uomo e si sottomette al suo comando, entrando nell'arca in perfetta pace.
L'età veneranda di Noè simboleggia la maturità dello spirito. Non si entra nel possesso del Regno del "Fiat" in un istante, ma attraverso una lunga perseveranza che fortifica l'anima, rendendola capace di reggere il peso dei beni divini che Dio vuole affidarle.
Piccola curiosità: Sapevi che per Luisa Piccarreta, ogni volta che facciamo un atto nella Divina Volontà, noi "rinchiudiamo" in quell'atto tutte le creature, proprio come Noè le rinchiuse nell'arca per salvarle?
Descriviamo il momento culminante della transizione tra il vecchio e il nuovo mondo. Letto alla luce della Divina Volontà, il dettaglio finale, il Signore che chiude la porta, assume un significato spirituale straordinario.
L'apertura delle "sorgenti dell'abisso" e delle "cateratte del cielo" simboleggia una purificazione universale. Negli scritti di Luisa Piccarreta, Gesù spiega che quando l'uomo si allontana dal Fiat Divino, crea un vuoto di luce che si riempie di tenebre e violenza.
Il diluvio non è un atto di vendetta, ma un estremo rimedio per arrestare il dilagare della volontà umana che stava distruggendo la vita stessa.
L'acqua, elemento che dà la vita, diventa strumento di morte per chi ha rifiutato la Sorgente della Vita.
Il testo sottolinea che nell'arca entra ogni carne in cui è il "soffio di vita".
Nella Divina Volontà, questo soffio è la partecipazione della creatura alla Vita di Dio.
Noè, portando con sé ogni specie, agisce come il custode della Creazione. Chi vive nel Divin Volere non prega solo per sé, ma "abbraccia" tutti gli esseri viventi, portando ogni creatura — dai rettili agli uccelli — nel recinto sicuro del cuore di Dio per restituire al Creatore la gloria di tutto il creato.
"Il Signore chiuse la porta dietro di lui".
Questo è il punto centrale del commento alla luce della Divina Volontà.
Primo. L'Isolamento Sacro: Quando l'anima entra nel vivere nel Divin Volere, è Dio stesso che "chiude la porta" alle sue spalle. Questo significa che l'anima viene isolata dalle influenze della volontà propria e del mondo.
Secondo. La Protezione Divina: Noè non poteva chiudere la porta da solo in modo che fosse ermetica contro un tale cataclisma; solo Dio poteva garantirne la tenuta. Allo stesso modo, l'anima che si affida al Fiat è al sicuro non per le proprie forze, ma perché è Dio che si fa carico della sua custodia.
Terzo. Il Distacco Necessario: Chiudere la porta significa che, per dare inizio a una nuova era di grazia, occorre un taglio netto con il passato di peccato.
La Precisione del Tempo (17 del secondo mese).
Questa precisione cronologica indica che l'agire di Dio non è mai casuale, ma regolato da un ordine divino. Luisa apprende che ogni atto compiuto nel Divin Volere ha il suo momento perfetto e la sua maturazione. L'anno 600 di Noè rappresenta il compimento di un ciclo: Dio attende che i tempi siano maturi prima di intervenire con la potenza della Sua Giustizia o della Sua Misericordia.
Un pensiero per te: Gesù dice a Luisa che, come allora Dio chiuse Noè nell'arca per salvare il seme dell'umanità, oggi Egli sta chiamando le anime a chiudersi nella Sua Divina Volontà per preparare il "nuovo mondo" del Suo Regno sulla terra.
Descriviamo l'apice del diluvio, letto attraverso le rivelazioni della Divina Volontà date a Luisa Piccarreta, questa descrizione offre una prospettiva potente sul rapporto tra la giustizia divina, la misericordia e il trionfo della vita spirituale sopra quella umana.
Il
testo dice che le acque "sollevarono
l'arca che si innalzò sulla terra".
Alla
luce della Divina Volontà, questo movimento rappresenta l'anima che,
vivendo nel Fiat Divino,
viene elevata sopra le bassezze della volontà umana e delle passioni
terrene.
Mentre per il mondo le acque sono distruzione, per chi è nell'Arca (nel Volere di Dio) esse diventano il mezzo per salire più in alto.
Più cresce la purificazione (il diluvio), più l'anima si distacca dalla terra e si avvicina al Cielo. Gesù spiega a Luisa che le prove permettono alla creatura di "galleggiare" sopra le miserie umane per non esserne sommersa.
Le acque coprono i monti più alti di quindici cubiti. I monti simboleggiano l'orgoglio umano, le vette della sapienza e del potere umano che credono di essere inattaccabili.
Nella Divina Volontà, questo indica che nulla può resistere alla potenza purificatrice di Dio quando Egli decide di rinnovare la terra.
Il numero quindici è significativo: spesso associato alla pienezza o ai misteri della Redenzione, indica che la Grazia supera sempre, in altezza e profondità, ogni sforzo o resistenza umana.
La morte di ogni essere che aveva "alito di vita nelle narici" sulla terra asciutta rappresenta graficamente cosa accade quando la creatura recide il legame con la Sorgente del Fiat.
Gesù dice a Luisa che la volontà umana, fuori dalla Sua, è come un "alito" che si spegne facilmente.
Senza l'unione con la Volontà Divina, l'uomo perde la vera Vita (quella divina) e rimane solo con una vita biologica che è destinata a perire sotto il peso delle proprie colpe. Il diluvio è l'immagine di un'umanità che, avendo scelto di vivere "all'asciutto" della Grazia, non ha più i polmoni spirituali per sopravvivere nell'oceano dell'Essere di Dio.
"Rimase solo Noè e chi stava con lui". Questo "solo" è preziosissimo negli scritti di Luisa.
Dio punta tutto su pochi. Come Noè fu il seme per una nuova umanità naturale, Luisa (e le anime che vivono nel Divin Volere) sono il seme per la nuova umanità spirituale, quella del Regno del Fiat Voluntas Tua.
Essere "soli" con Dio nell'Arca non è isolamento, ma concentrazione di vita. In quel piccolo nucleo è racchiuso il futuro di tutta la Creazione.
Le acque restano alte per 150 giorni (cinque mesi). Questo tempo di attesa non è tempo perso; è il tempo in cui la terra viene "lavata" profondamente.
Nella vita dell'anima, rappresenta quei periodi di "silenzio di Dio" o di purificazione passiva in cui sembra non accadere nulla, ma in realtà il Divin Volere sta preparando il terreno per far fiorire una nuova santità, completamente diversa dalla precedente.
Un dettaglio profondo: Gesù rivela a Luisa che il dolore di Dio nel distruggere le creature nel diluvio fu immenso, ma era un "dolore d'amore" per poter salvare almeno il seme della generazione futura.
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